“La qualità di un progetto dipende dal grado, sia pur minimo, di cambiamento culturale che innesca” Enzo Mari  

Un oggetto non è mai solamente un oggetto. Può avere uno scopo, può essere attraente, può essere un utensile o un manufatto, può essere progettato bene o male. Ma, prima di tutto, un oggetto è messaggero di significato. Investiamo gli oggetti di valori simbolici, trasformandoli nel tempo in narratori di storie; l’essere robusti da durare nel tempo, o così preziosi da essere custoditi, dona loro la patina dei ricordi.

In quanto esseri umani siamo fortemente attratti e attaccati agli oggetti, ne abbiamo bisogno per orientarci nel mondo. Sono scudo e arma, sono la nostra possibilità per una miglior sopravvivenza. Nella nostra società di sovrabbondanza dimentichiamo che, in altri luoghi e tempi, gli oggetti erano indispensabili strumenti, e i più preziosi acquisivano valori simbolici e totemici. Se, come sembra, non siamo capaci di vivere senza (persino il mondo virtuale necessita di un’interfaccia), dobbiamo prestare più attenzione alla qualità degli oggetti che produciamo. Il diffondersi di una nuova consapevolezza del capitalismo, della produzione e dell’ambiente, ha cambiato le nostre esigenze e aspettative. Armati della conoscenza acquisita, non possiamo più permetterci di sprecare risorse per produrre “cose” mediocri. Dobbiamo lavorare intelligentemente progettando oggetti che siano efficaci, rilevanti, e belli.

Grazie all’abilità del designer di riassumere e amplificare concetti al di là dell’industriale e del commerciale, l’oggetto di design ha conquistato uno status speciale. Al contempo è sempre più complesso e sfaccettato, ritrovandosi da qualche parte all’incrocio tra arte, design e commento sociale. Il design stesso si è evoluto e una sola definizione non è più sufficiente. Diverse spiegazioni e teorie coesistono e si contraddicono a vicenda, rendendo sempre più difficile capire cosa sia il design. Il caos non deve preoccuparci: è una fantastica opportunità, poiché le cose più interessanti nascono sempre ai limiti, vicino ai confini, dove accadono le contaminazioni.

Questa nuova edizione di Operæ vuole proporre una più aperta lettura del design: il design che abbatte le barriere, che confonde i confini; il design che rivendica senza timore il suo ruolo di ponte tra le arti e le scienze. Vogliamo essere una piattaforma per i designer che si esprimono con coraggio, per gli oggetti che hanno il potenziale di divenire ambasciatori del nostro tempo, per i progetti che hanno la forza di ridefinire l’estetica contemporanea.

WHY DESIGN vuole focalizzare l’attenzione sul Design che, pur adempiendo a una funzione, è potente espressione di valori contemporanei, con un forte messaggio concettuale e una bellezza intrinseca. Il Design ha acquisito un importante ruolo semantico: quello di lente attraverso la quale leggere la nostra società. Questo è il PERCHÉ noi pensiamo, necessitiamo, creiamo, produciamo, possediamo, collezioniamo DESIGN.